manifesto dei mieli futuristi
manifesto

territoriale

ogni luogo produce mieli con caratteristiche fisiche e organolettiche specifiche
inerenti l’area ed il momento di produzione. sono delle istantanee scattate sui territori,
immagini dettagliate di boschi, montagne e terreni coltivati.

vegetale
pur essendo delle api, i mieli sono un prodotto vegetale, sono il frutto più prezioso
delle piante e rivelano il profumo del fiore d’origine.

crudo
nessuna trasformazione è necessaria per consumare e conservare il miele.
la sua natura consente il consumo a crudo, senza aggiunte d’ingredienti
né trattamenti termici, nella sua più integrale verginalità.

salutare
minerali, enzimi, biodisponibilità, etnofarmacopea, sono parole che vengono associate
in maniera naturale agli utilizzi dei mieli e alle loro proprietà. sono nettare, sono vegetali
e sono la quintessenza delle piante da cui sono originati.

naturale
ape fa rima con vita. segnala senza equivoco la salute di un ambiente,
feconda i fiori della maggior parte delle specie angiosperme, garantendone la biodiversità.
le api sono per loro natura il collegamento tra mondo umano e quello degli insetti,
spesso sono l’unica voce ascoltata.

essenziale
nulla è aggiunto e nulla è tolto al miele. ecco dove risiede la sua essenzialità:
nella nobile arte dell’apicoltura, nella grande responsabilità del fare un mestiere in armonia
con madre natura. spesso la prova più difficile è l’esercizio dell’umiltà, capire i nostri limiti.
dolce
il miele ha la magica composizione zuccherina della frutta. la dolcezza del miele ospita
soprattutto aromi, profumi, consistenze, colori, comportamenti e sfumature che sono
in assonanza con la leggerezza della cucina moderna.

artigianale
l’apicoltura, un mestiere nato agli albori della civiltà, continua a rispondere ai cicli
della natura, alla sua cadenza, alle sue emozioni ed al ripetersi delle stagioni
e dei fenomeni climatici. questo la identifica e la rende irripetibile, manuale,
circoscritta alla comunità ed alla dimensione umana.

indisponibile
non sempre si trova il miele: la sua natura lo rende introvabile fuori del suo periodo
naturale di produzione. spesso è detenuto da piccoli produttori che fanno
dell’uso domestico una priorità.

limitato
le produzioni industriali degli alimenti possono, con articolate tecniche,
produrre il cibo senza vincoli quantitativi. l’apicoltura è per definizione vincolata,
la quantità di miele è solo quella che ogni territorio può regalare, non una goccia in più
può essere estratta senza che madre natura lo consenta.
limitato e stagionale, ridotte are di produzione, fioriture concomitanti
e inclemenza metereologica sono limiti alla produzione pressochè invalicabili.
democratica, spesso anarchica, la produzione del miele sfugge alle regole dell’economia.

atavico
numerosi mestieri revendicano l’idea d’essere stati i primi. l’apicoltura ha molte prove
nell’antichità della sua esistenza. queste prove vivono nelle piramidi d’egitto, nei diecimila
anni delle pitture rupestri preistoriche della grotta del ragno in valencia e in tanti altri
esempi. la presenza dell’ape accomuna tutte le culture, le religioni e le società.
la laboriosità dell’ape operaia, l’evoluzione sociale della comunità, la capacità comunicativa
sono solo alcuni tratti che hanno da sempre stregato l’uomo.

olistico
per capire le api e la loro complessità, è necessario avere una visione
non frammentaria del mondo. i rapporti tra gli esseri viventi talvolta ci sfuggono ma,
trasformandoci in ape tra le api, possiamo leggere interazioni inaspettate. spesso
associamo formaggi e miele, pochi sanno che la vera relazione non sta nel piatto
ma nella pastura degli animali, condizionata sempre dall’azione impollinante dell’ape.
 
proambientale
nessuna attività economica ha più interessi nella conservazione della natura
che l’attività apistica. gli incendi dei boschi, le alluvioni, le valanghe, l’antropizzazione
degli spazi naturali, le attività industriali e la chimica, sono preoccupazioni professionali
degli apicoltori; gli apicoltori sono sempre pronti alla difesa della natura,
imparagonabili messaggeri della cultura ambientale.

pacifico
la relazione tra apicoltore ed api non è cruenta. l’apicoltura è una delle rarissime
attività umane ove ci si ciba o si utilizzano i prodotti di un animale ma non lo si mangia.
si tratta piuttosto di una forma di rapporto simbiotico dove l’uomo sviluppa una relazione
di mutuo aiuto con le api; le difende contro le aggressioni, le malattie, le ripara dal freddo,
le muove su abbondanti fioriture. loro ricambiano con molti prodotti, miele, polline, cera,
pappa reale e con il mai troppo citato dono dell’impollinazione.

materno e seduttivo
il miele ha avuto nei tempi ed ha sedimentato l’idea di prodotto materno, sensoriale
e poi sensuale, il ciuccio con il miele per fermare un pianto e poi pagine di libri dedicati
alla dolcezza e alla tenerezza. my honey! non solo, ma pagine memorabili nella filmografia
erotica d’autore. si, anche questo è cibo, generato da uno straordinario mondo femminile,
quello delle api.

nobile
dopo l’apparizione dello zucchero, il miele è stato relegato a una posizione secondaria,
obliterato e dimenticato. solo per comodità. così si sono scordate anche le proprietà
salutari, le caratteristiche aromatiche, la versatilità. oggi, soprattutto grazie agli chef
e agli appassionati di cucina, rinasce e si riappropria del ruolo che gli compete,
colonizzando piatti in condizioni di assoluta parità con altri ingredienti nobili.
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